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Posts Tagged ‘razzismo’

Mi scuso per la lunga assenza, non doveva andare così, ma tra lezioni, studio, problemini alla casa dove abito 4-5 giorni su 7, non ho avuto tempo di scrivere.

Qualche chicca è da dire.

Gianfranco Fini e Alessandra Mussolini, sostengono che un eventuale provvedimento su classi separate per immigrati sia razzista, bè, dicendolo sono sinceri tanto quanto Stalin che dice che la Chiesa Cattolica è grande, e che Dio salverà l’umanità, ma, almeno hanno detto qualcosa di intelligente e vero,pur no pensandolo probabilmente.

Pier Ferdinando Casini, sostiene che togliere le preferenze alle Europee sia gravissimo, detto da uno che ha appoggiato la legge elettorale, suona come Rocco Siffredi che dice no al porno. Come se non bastasse, ad otto e mezzo, ieri, ha detto che il veccio Meccheine è molto diverso da Bush, ha ragione. Anche la Palin e la Rice sono diverse: una è bianca, l’altra è nera.

Brunetta dall’alto dei suoi 30 cm ( ahilui, non di dimensioni sessuali ) ha detto di essere meglio di Padre Pio. Non ha le stigmatte, non ha il dono del’ubiquità, ma, almeno, sta facendo sanguinare la Pubblica Amministrazione, niente male per un ciarlatano, no?

Maria Stella Gelmini, vedendo la marea di studentie professori in protesta con la sua legge distruttiva sulla scuola pubblica ha detto che non capisce quali siano gli elementi di protesta, suona un pò come Concita de Gregorio, che, dall’alto della sua direzione de l’Unità, a domanda di Daria Bignardi risponde “la mia giornalista preferita? Oriana Falacci, è la migliore”.

il manifesto sta per fallir enuovamente, questa volta la crisi è bella tosta, sarebbe bella quanto improbabile e difficile da realizzare una sottoscrizione tra bloggher.

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“Sporchi Negri di merda vi uccidiamo”.

 

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“Marcos è gay a San Francisco, nero in Sudafrica, asiatico in Europa, chicano a San Isidro, anarchico in Spagna, palestinese in Israele, indigeno nelle strade di San Cristóbal, ragazzino di una gang a Neza, rocker a Cu, ebreo nella Germania nazista, ombudsman nella Sedena, femminista nei partiti politici, comunista nel dopo Guerra fredda, detenuto a Cintalapa, pacifista in Bosnia, mapuche nelle Ande, maestro nella Cnte, artista senza galleria o cartelle, casalinga un sabato sera in qualsiasi quartiere di qualsiasi città di qualsiasi Messico, guerrigliero nel Messico della fine del XX secolo, scioperante nella Ctm, reporter di note di riempimento nelle pagine interne, maschilista nel movimento femminista, donna sola nella metro alle 10 di sera, pensionato annoiato nello Zócalo, contadino senza terra, editore marginale, operaio disoccupato, medico senza impiego, studente anticonformista, dissidente nel neoliberismo, scrittore senza libri né lettori e, certamente, zapatista nel sud-est messicano. Marcos è tutte le minoranze rifiutate e oppresse, resistendo, esplodendo, dicendo “¡Ya basta!” – Ora Basta! Tutte le minoranze nel momento di parlare e maggioranze nel momento di tacere e sopportare. Tutti i rifiutati cercando una parola, la loro parola, ciò che restituisca la maggioranza agli eterni frammenti, noi. Tutto ciò che dà fastidio al potere e alle buone coscienze, questo è Marcos. E, per questo, tutti noi che lottiamo per un mondo diverso, per la libertà e l’emancipazione dell’umanità, tutti noi siamo Marcos.”

Solidarietà alla famiglia e agli amici di “Abba”, ragazzo nero di 19 anni ucciso a sprangate a Milano. Unica sua colpa? Essere di colore.

¡Ya Basta!

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