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Posts Tagged ‘Argentina’

Il Vertice straordinario di UNASUR ( Unione delle Nazioni Sudamericane ) si è tenuto a Santiago del Cile sotto la presidenza di Michelle Bachelet.
Il punto del giorno era la crisi boliviana. Erano tutti presenti : Cristina Fernández (Argentina), Lula da Silva (Brasile), Álvaro Uribe (Colombia), Rafael Correa (Ecuador), Fernando Lugo (Paraguay), Tabaré Vázquez (Uruguay) e Hugo Chávez (Venezuela), oltre, ovviamente, al presidente Evo Morales (Bolivia). Il Perù era rappresentato dal Ministro degli Esteri erano inoltre presenti delegati del Suriname e delle Guyane.
I presidenti sudamericani hanno dichiarato “il più pieno e deciso appoggio al governo costituzionale del Presidente Evo Morales”, hanno “condannato la violenza dei gruppi che vogliono destabilizzare il paese” e “avvertono che i rispettivi governi rifiutano energicamente qualunque situazione che tenti un colpo di stato, la rottura dell’ordine istituzionale e che compromettano l’unità territoriale della Repubblica di Bolivia”. Evo Morales, ha affermato che “la posizione che ha preso l’America del Sud è in difesa della vita, dell’uguaglianza, dell’identità e della dignità dei popoli. E’ la prima volta che i nostri problemi li risolviamo tra noi. Prima perfino per questioni bilaterali sudamericane le trattative dovevano per forza svolgersi negli Stati Uniti”

I leader dell’Unasur hanno deciso di costituire tre commissioni: la prima indaghera’ sui morti durante le manifestazioni autonomiste nella provincia di Pando, la seconda appoggera’ il processo di dialogo e la terza fornira’ l’aiuto tecnico e logistico richiesto dal governo di La Paz.

Il post è una sorta di riassunto di questo

ARTICOLO AGGIORNATO ALLE 22.17 Secondo Radio Erbol, appena ripresa dall’ANSA, a quattro giorni dalla proclamazione dello Stato d’assedio nel dipartimento di Pando, nel Nord della Bolivia, un contingente pesantemente armato dell’esercito boliviano ha preso il controllo del centro della città di Cobija, capoluogo del dipartimento. Il prefetto Leopoldo Fernández (nella foto) è stato arrestato.
Ecco le prime testimonianze del massacro. Una contadina racconta: “Noi eravamo disarmati. Ci hanno lanciato, bombe, lanciarazzi, dinamite, ci hanno sparato con armi automatiche, mitragliatrici”.
Uno dei sopravvissuti ha raccontato una scena che ricorda i massacri nazisti o quelli del Guatemala: “A una signora con un bambino di cinque anni in braccio l’hanno trascinata per i capelli e quando lei chiedeva di non ucciderla le hanno sparato un colpo in testa. Il bambino ha cominciato a piangere e allora hanno sparato anche a lui”.
Il reparto ha circondato la prefettura e tratto in arresto il prefetto (governatore), Leopoldo Fernández, mandante del massacro con il quale una banda paramilitare ha assassinato la scorso 11 settembre almeno 30 contadini. Altri due esponenti dell’opposizione oltre a Fernández sarebbero stati tratti in arresto. Secondo Radio Erbol, in questo momento sarebbe in corso il trasferimento di Fernández a La Paz.
Secondo il Presidente Evo Morales, l’arresto di Fernández in nessun modo danneggia i negoziati in corso con gli altri tre prefetti dell’opposizione.
Ieri a Santiago del Cile il vertice straordinario dell’UNASUR aveva dato pieno appoggio al governo di Evo Morales e in tutta la Bolivia si erano tenute manifestazioni contro l’impunità per il massacro di Pando del quale è ancora impossibile dare un bilancio definitivo. Se per alcuni giorni era sembrato che il governo non avesse la forza di arrestare Fernández e perseguire gli autori del massacro, adesso sappiamo che invece il governo democratico non ha mai abdicato, come l’arresto di Fernández testimonia, dal voler perseguire la giustizia e che mai ha accettato l’impunità. Nonostante il momento difficile l’America latina sta davvero cambiando.

Fonte aggiornamento

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America Latina..o la ami, o la odi. Non ci sono vie di mezzo. Io, la amo.

Per parlare di America Latina – per parlarne in positivo – devi essere informato e appassionato. Devi essere in continua fasi di informazione virtuale, non ci si può svegliare solo e quando uno stupido telegiornale nomina Chavèz, o quando uno stupido quotidiano – e di stupidi ne abbiamo parecchi – ne parla. In primis, abbiamo Repubblica ,quando si parla di America Latina, chi se ne occupa principalmente è  Omero Ciai, al secondo posto abbiamo il Corriere, qua, chi si occupa di America Latina è  Rocco Cotroneo. Due giornalisti che si occupano di America Latina in due quotidiani nazionali e non conoscono niente di America Latina: bene. Ma.. passiamo ai fatti.

La situazione in Bolivia è terribilmente drammatica, come qualcuno forse sa, l’11 Settembre, il Presidente Boliviano Evo Morales ha espulso l’ambasciatore Statunitense Philip Goldberg accusato di voler cospirare contro la Bolivia, contro la democrazia e per la divisione in due della Bolivia. Anche Chàvez ha espulso l’ambasciatore degli Stati Uniti e richiamato il proprio da Washington, dichiarando che invierà un ambasciatore Venezuelano negli Stati Uniti soltanto quando sarà eletto un presidente rispettoso di tutti i popolo dell’America Latina. Ma, torniamo alla Bolivia: l’altro ieri, un gruppo di paramilitari, ha fatto strage uccidendo 8 civili, inoltre è stato daneggiato un gasdotto che esporta il gas boliviano verso il Brasile, è ovvio, che si tratta di un attentato terroristico paramilitare: l’ennesimo finanziato palesemente dagli Stati Uniti. Ma c’è una cosa che non deve sorprendere nessuno, l’America Latina è unita. Unita nella lotta contro l’imperialismo statunitense che è presente da sempre nel continente.  I Presidenti di Brasile, Cile, Argentina e Venezuela, hanno espresso totale solidarietà a Morales. In Bolivia, gli Stati Uniti, vogliono ripetere il tentativo di colpo di Stato effettuato nel 2002 in Venezuela ( fallito dopo due giorni grazie a tutto il popolo venezuelano sceso in piazza in difesa di Chàvez). Ora, però, la situazione è diversa. L’America Latina, nella sua unità ,ha l’arma per difendersi dai tentativi di destabilizzazione democratica e  dagli attentati terroristici e parlamilitari appoggiati dagli Stati Uniti.

Insomma: Evo Morales ( Bolivia) , Chavèz ( Venezuela ), Lula ( Brasile ) , Cristina Fernández (Argentina ) e Bachelet ( Cile ), sono uniti e pronti alla lotta serrata contro l’Imperialismo. C’è in gioco non solo la democrazia. C’è in giocola stabilità economica, l’indipendenza petrolifera e del gas che ovviamente non va a genio a qualcuno. Ci sono i gioco tante vite umane, vite umane di persone che, da tempo, hanno deciso di non abbassare più la testa, di camminare a testa alta con gli occhi pieni di orgoglio, di determinazione e di forza che contraddistingue il fantastico popolo latinoamericano.

 

NEWS DELLE ORE 2.00: Anche il Presidente dell’Honduras ( Reyes) ha espulso l’ambasciatore degli Stati Uniti, dichiarando però, di non voler rompere i rapporti con gli Stati Uniti, ma lo ha fatto per difendere Morales e Chavèz. Intanto, I capi di Stato dell’Unione delle nazioni sudamericane si riuniranno lunedi’ a Santiago del Cile per esaminare la crisi in Bolivia.   “Non parleremo soltanto – ha assicurato Chavez – prenderemo anche delle decisioni. Non accetteremo altro governo che non sia quello di Evo, non accetteremo colpi di stato ne’ piani secessionistici”.

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