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Archive for the ‘Politica’ Category

E’ Sabato 17 Gennaio,  mancano tre giorni al giuramento di Barack Obama e dunque all’inizio effettivo del suo mandato.

Chi vivrà ( lui vivrà ? ) vedrà.

Intanto, pochi giorni fa, esattamente il 12 Gennaio, Barack Obama, ha avuto il suo primo incontro con un presidente straniero. Ha scelto un presidente latinoamericano: Felipe Calderòn.

Per chi conosce l’America Latina, è inutile dire che è un presidente criticatissimo per i suoi metodi criminali di “combattere” il narcotraffico.

“Si appoggia ad una banda per colpire un’altra banda” sostiene il Subcomandante Marcos.

“I nostri legami sono forti e credo che potremo rafforzarli ancora di più”, ha detto Obama parlando dei rapporti bilaterali. Anche Calderón si è mostrato ottimista: “Sono sicuro – ha dichiarato – che questo incontro sarà l’inizio di una straordinaria epoca di collaborazione”.

Obama, inoltre, ha dichiarato “Nonostante negli ultimi anni si siano prodotte delle tensioni tra Stati Uniti e America Latina, siamo pronti a voltar pagina e ad aprire un buon capitolo di questa storia

Questa dichiarazione, dimostra che Obama deve ancora imparare a comportarsi da presidente degli Stati Uniti, infatti, il giorno dopo, Hillay Clinton ha puntualizzato: che Washington si riavvicinerà ai paesi latinoamericani, “i nostri alleati più vicini” e che utilizzerà la “diplomazia diretta” per promuovere la cooperazione su una serie di temi di mutuo interesse. Come se non bastasse, ha aggiunto che:

“Molto spesso la politica statunitense verso le Americhe negli anni recenti è stata negligente con i nostri amici, inefficace con i nostri avversari e con scarso interesse nei confronti delle sfide importanti per la vita dei popoli della regione. Questo vuoto creato dalla mancanza di una partecipazione sostenuta degli Stati Uniti nella regione è stato riempito in parte da altri, compreso Hugo Chávez, che ha tentato di utilizzare questa opportunità per promuovere ideologie antiquate e antiamericane”.

Tanti aiuti e tanto amore in più a Paesi come il Messico e la Colombia e tanto aiuto e tanto paramilitarismo in più contro  Paesi come Bolivia e Venezuela, insomma.

 

Per attutire il colpo, il nuovo segretario di Stato Hillary Clinton ha sostenuto che l’intenzione di Obama è quella di voltare pagina con Cuba, ma, sottolineando che “non crede che questo sia il momento adatto per sospendere l’embargo”

Mr Obama, non ci siamo.

Assente dal 20 Gennaio al 26 Gennaio

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Non poteva mancare il mio piccolo contributo.

Se nei mesi scorsi, le parole più citate nei telegiornali erano ” La Sinistra”, come mi ha fatto notare il caro amico Belknah, tra gennaio e febbraio, si aggiudica il premio ( sic ) “Gaza City”.

Sono stato zitto dall’inizio sulla qustione Israele – Palestina. Lo sono stato per vari motivi, in primis quella di non sentirmi all’altezza di scrivere un post di mio pugno sulla qustione. La questione è fin troppo complicata, penso.

Così complicata, che, qualsiasi telegiornale identifica il “buono” in Israele e il “cattivo” in Hamas, come se quest’ultima fosse sinonimo di Palestinese.

Cosi complica, che qualsiasi telegiornali, identifica chiunque sia dalla parte del popolo palestinese come fiancheggiatore di Hamas.

E’ chiaro che non si può non avere una posizione netta se si conosce la questione.

In questo lungo tempo, sono stato in giro per siti, blog, forum, a cercare qualcosa da pubblicare che mi convincesse,e, ieri, l’ho trovato. Si tratta di un articolo di Rashid Kalidi.

L’ho trovata nel sito di Daniele Luttazi.

Quello che non sapete su Gaza

di Rashid Khalidi (NYTimes, 7-1-09)

Quasi tutto quello che siete stati portati a credere su Gaza è sbagliato. Alcuni punti essenziali sembrano mancare dal discorso, svoltosi per lo più sulla stampa, circa l’attacco di Israele alla striscia di Gaza.

Il popolo di Gaza

La maggioranza di chi vive a Gaza non è lì per scelta. Un milione e cinquecentomila persone stipate nelle 140 miglia quadrate della striscia di Gaza fanno parte per lo più di famiglie provenienti dai paesi e dai villaggi attorno a Gaza come Ashkelon e Beersheba. Vi furono condotte a Gaza dall’esercito israeliano nel 1948.

L’occupazione
Gli abitanti di Gaza vivono sotto l’occupazione israeliana dall’epoca della Guerra dei sei giorni (1967). Israele è tuttora considerata una forza di occupazione, anche se ha tolto le sue truppe e i suoi coloni dalla striscia nel 2005. Israele controlla ancora l’accesso all’area, l’import e l’export, e i movimenti di persone in ingresso e in uscita. Israele controlla lo spazio aereo e le coste di Gaza, e i suoi militari entrano nell’area a piacere. Come forza di occupazione, Israele ha la responsabilità di garantire il benessere della popolazione civile della striscia di Gaza (Quarta Convenzione di Ginevra).

Il blocco

Il blocco della striscia da parte di Israele, con l’appoggio degli Stati Uniti e dell’Unione Europea, si è fatto sempre più serrato da quando Hamas ha vinto le elezioni per il Consiglio Legislativo Palestinese nel gennaio 2006. Carburante, elettricità, importazioni, esportazioni e movimento di persone in ingresso e in uscita dalla striscia sono stati lentamente strozzati, causando problemi che minacciano la sopravvivenza (igiene, assistenza medica, approvvigionamento d’acqua e trasporti).

Il blocco ha costretto molti alla disoccupazione, alla povertà e alla malnutrizione. Questo equivale alla punizione collettiva –col tacito appoggio degli Stati Uniti- di una popolazione civile che esercita i suoi diritti democratici.

Il cessate-il-fuoco
Togliere il blocco, insieme con la cessazione del lancio dei razzi, era uno dei punti chiave del cessate-il-fuoco fra Israele e Hamas nel giugno scorso. L’accordo portò a una riduzione dei razzi lanciati dalla striscia: dalle centinaia di maggio e giugno a meno di venti nei quattro mesi successivi (secondo stime del governo israeliano). Il cessate-il-fuoco venne interrotto quando le forze israeliane lanciarono un imponente attacco aereo e terrestre ai primi di novembre; sei soldati di Hamas vennero uccisi.

Crimini di guerra
Colpire civili, sia da parte di Hamas che di Israele, è potenzialmente un crimine di guerra. Ogni vita umana è preziosa. Ma i numeri parlano da soli: circa 700 palestinesi, per la maggior parte civili, sono stati uccisi da quando è esploso il conflitto alla fine dello scorso anno. Per contro, sono stati uccisi 12 israeliani, per la maggior parte soldati. Il negoziato è un modo molto più efficace per affrontare razzi e altre forme di violenza. Questo sarebbe successo se Israele avesse rispettato i termini del cessate-il-fuoco di giugno e tolto il suo blocco dalla striscia di Gaza.

Questa guerra contro la popolazione di Gaza non riguarda in realtà i razzi. Né riguarda il “ristabilire la deterrenza di Israele”, come la stampa israeliana vorrebbe farvi credere. Molto più rivelatrici le parole dette nel 2002 da Moshe Yaalon, allora capo delle Forze di Difesa israeliane:”Occorre far capire ai palestinesi nei recessi più profondi della loro coscienza che sono un popolo sconfitto.”

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Ignazio Marino, prima di essere un politco è un grandissimo ed stimatissimo chiururgo.

Ignazio Marino, su suo sito, oltre a presentare la sua proposta di legge, lancia l’appello da firmare, che potete trovare QUI.

Io, ho firmato poco fa con la seguente motivazione:

“Aderisco perchè, in nome della libertà individuale di scelta,chiamata anche libero arbitrio, reputo un Diritto Fondamentale dell’Uomo, quello di poter scegliere sulla propria sorte. C’è sicuramente chi crede che la vita la dia e la tolga solo ed esclusivamente un’entità superiore,c’è, però, anche chi non crede che questo sia vero o comunque reputa la propria libertà di scelta al di sopra di qualsiasi altra opinione, per giunta di estranei come medici o esponenti della chiesa. Dunque, il diritto di scegliere è fondamentale. Io, in una situazione come quella di “Eluana Englaro” ( non a caso virgolettato, dato che, di Eluana ce ne sono fin troppe )  vorrei morire dignitosamente. Come IO ritengo che sia dignitoso, chiunque reputi che continuare a “vivere” in quel modo sia dignitoso, è liberissimo di continuare a “vivere” così, ma, negare un Diritto Fondamentale a chi la pensa diversamente è un atto vergognoso.

E’ dunque vergognoso che, l’Italia, in quanto Paese fondante dell’UE non abbia una legge come quella proposta dal Signor Ignazio Marino.

Infine, reputo fondamentale che OGNI ospedale, in questo caso dell’Italia abbia un numero decente di medici non obiettori di coscienza per legge.”

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Il 10 Dicembre 2008, come molti sapranno, la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo ha spento 10 candeline.

L’11 Dicembre, è usito un articolo di  Karen AbuZayd, Commissario Generale dell’UNRWA, l’Agenzia dell’Onu che si occupa dei profughi palestinesi. E’ infatti evidente che molti dei Diritti fondamentale dell’uomo oggi, ai palestinesi siano negati. Complici non solo gli Stati Uniti ma anche tutti i governi Occidentali, Italia compresa.

Karen AbuZayd, sostiene che oggi più che mai la necessità di tutelare i palestinesi e i loro diritti umani non è mai stata più grande, e sostiene essere un obbligo universale.

Voi direte, “ma certo che sono un obbligo universale!”.

Barack Obama, per molti, me compreso, è una sorta di speranza.

Le speranza sono cresciute quando ho letto che quando è diventato senatore, non era di certo filo israeliano, anzi. Si può dire a gran voce che era un simpatizzante palestinese. Inutile dire che per potersi candidare alla presidenza ha dovuto cambiare rotta. Prima, chiedeva agli Stati Uniti una misura più moderata verso i palestinesi e la Palestina, ha criticato il muro che Israele stava costruendo in Cisgiordania nel 2004,e, addirittura, nel 2007  duante la sua campagna elettorale ha sostenuto che “nessuno ha sofferto più del popolo palestinese”. Bordate di polemiche e poi il chiarimento da parte del suo staff : “nessuno ha sofferto più del popolo palestinese a causa dell’incapacità della sua leadership di riconoscere Israele, di condannare la violenza, e di mostrare maggiore serietà nei negoziati per la pace e la sicurezza nella regione”. A guardare bene anche nel suo staff presidenziale, è evidente la presenza di moderati, di estremisti filo israeliani e chi più ne ha più ne metta.

Nel suo discorso all’AIPAC del 2008, Obama disse : “La nostra alleanza si fonda su interessi e valori condivisi. Coloro che minacciano Israele, minacciano noi…Lavorerò per garantire che Israele sia in grado di proteggersi da qualsiasi minaccia, da Gaza a Teheran”.

Nonostante tutto questo, è vero che Obama tenterà il processo di pace, probabilmente ha già in mente come farlo. Ponendo dei dicktat ad Hamas e sostenendo che la cosa fondamentale nel processo di pace è la sicurezza di Israele.

Dobbiamo ancora avere speranze per la Palestina dal nuovo “Black Power?”

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12 Dicembre 1969: Milano

ore 16.37 esplode una bomba nella sede della Banca Nazionale dell’Agricoltura in Piazza Fontana. Muoiono diciassette persone: Giovanni Arnoldi, Giulio China, Eugenio Corsini, Pietro Dendena, Carlo Gaiani, Calogero Galatioto, Carlo Garavaglia, Paolo Gerli, Vittorio Mocchi, Luigi Meloni, Mario Pasi, Carlo Perego, Oreste Sangalli, Angelo Scaglia, Carlo Silvia, Attilio Valè, Gerolamo Papetti..

Ottantotto rimangono ferite.

Altre tre bombe esplodono a Roma alle 16.55, alle 17.20 e alle 17.30 : diciassette i feriti.

Un’altra, inesplosa e fatta brillare, cancellando così possibili prove sulla provenienza dell’ordigno, fu trovata nella sede milanese della Banca Commerciale Italiana.

Nel giro di poco meno di un’ora, siamo di fronte ad una strage. Una strage considerata come la prima della Strategia della Tensione.

Il periodo storico lo conosciamo tutti, è quello della contestazione studentesca ed operaia.

Le indagini si muovono subito verso l’ambiente anarchico, infatti, lo stesso giorno della strage, viene arrestato un ferroviere anarchico: Giuseppe Pinelli.

Pinelli, verrà tenuto in arresto per tre giorni, nei quali verrà continuamente interrogato sulla strage, nonostante la legge non preveda un fermo così lungo senza uno straccio di prova, nei quali verrà continuamente tenuto sveglio e, senza poter vedere la sua famiglia.

15 Dicembre 1969: Questura di Milano

Sono passati tre giorni dalla strage. Pinelli viene interrogato nell’ufficio del commissario Calabresi.

Oltre a Calabresi , del quale non si è mai accertata la presenza….salvo testimonianza del compagno anarchico di Pinelli – Pasquale Valitutti – , vi erano altri 3 o 4 agenti.

Siamo al 4° piano della questura di Milano, Pinelli, messo alle strette, saputo del falso arresto di Valpreda, corre in mezzo ai 3-4 agenti ( più Calabresi ), scarta una sedia, fa un salto in lungo sulla scrivania,e, si butta dalla finestra con un triplo carpiato degno della medaglia d’oro alle Olimpiadi,che, la notte del 15 Dicembre nella questura di Milano era aperta.

Si sa, il caldo di Dicembre a Milano è micidiale, soprattutto la notte.

Questa , in pratica, una delle tante versioni dei presenti. Un po’ come Peppino Impastato che si è spaccato da solo la testa, si è legato ai binati della ferrovia e si è fatto saltare in aria, un po’ come Gian Giacomo Feltrinelli che è saltato in aria preparando un attentato sui tralici dell’Enel.

Certo.

Un’altra è stata che Pinelli, si trovasse di fronte alla finestra ( sempre aperta in quella calda notte di metà dicembre ),e, per un malore, fosse precipitato dalla finestra; per inciso, la sentenza finale del 27 Ottobre 1975, sulla sua morte ha stabilito che questa sia la versione reale,e, gli agenti presenti nell’ufficio del Commissario Calabresi erano stati promossi.

Ma…..

Le tante versioni dei presenti, la testimonianza di un giornalista del quale ora mi sfugge il nome e che ha sentito il tonfo del corpo senza nessun urlo, e, soprattutto, una prova su tutte, ovvero, la mancanza di escoriazioni nelle mani di Pinelli ( chiunque, da qualunque altezza, quando cade mette di fronte a se le mani ), lasciano intendere che il Pinelli sia precipitato privo di sensi, infatti, la versione più credibile, per quanto mi riguarda, è quella degli anarchici.

Pinelli, fu colpito dai presenti, venne fatto svenire, fu aperta la finestra e fu gettato giù dal quarto piano della questura. Il primo sospettato era stato fatto fuori, anzi, si era ucciso, e dunque aveva decretato la sua colpevolezza.

16 Dicembre 1969: Milano.

Valpreda viene realmente arrestato. Un tassista, avrebbe detto che uscì dal suo taxi con una grande valigia poco prima dell’attentato.

Giornali e tv, titolano che il mostro è stato preso.

Saragat gongola.

Col il suo arresto, però, successivamente, si arriva alla pista nera, Ventura e Freda, appartenenti ad Ordine Nuovo vengono arrestati e processati senza nessuna sentenza che arrivi alla condanna.

Inutile, a mio avviso nominare qua tutti i successivi indiziati, tra i quali vi fu Licio Gelli e Pini.o Raut

12 Dicembre 2008

A trentanove anni dalla strage,per la legge, non c’è nessun colpevole. E, i parenti delle vittime sono state condannate a pagare le spese processuali.

Per chi ha un pizzico di cervello, ci sono i colpevoli, così come per tutte le stragi di quell’ epoca

Pinelli è stato ucciso innocente, come titola la lapide originale che era stata fatta togliere dal Sindaco Alberini a Piazza Fontana.

Diciassette persone, sono state uccise e ottantotto ferite innocenti dallo Stato e dall’estrema destra.

Qualcuno era comunista perché Piazza Fontana, Brescia, la stazione di Bologna, l’Italicus, Ustica eccetera, eccetera, eccetera

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Siamo nell’epoca della crisi del capitalismo. Le grandi banche chiudono, crollano. 

I super dirigenti incassano fuoriuscite a molti zeri, i dipendenti rimangono a culo in terra. Le “persone comuni” non arrivano a fine del mese. Non possono permettersi una pizza al mese, non possono farsi un bel regalo a natale probabilmente,e, non possono più fare la spesa come prima, però, possono permettersi la tv al plasma, l’abbonamento sky, due telefonini di ultima generazione e tante altre cose, perchè tanto, si sa, si pagherà ( tutto) a rate nel 2009,e, il 2009, come è noto a tutti è lontanissimo: 35 giorni son 35 giorni!

Il governo che fa? Non detasse le tredicesime, non alza le pensioni minime, non alza le tasse ai ricchi per alzarle ai poveri, no, presenta la “social card”, perchè chiamarla in inglese non è dato saperlo, ma, è stata presentata da Tremonti con una pomposa conferenza stampa.

In poche parole di cosa si tratta. Si tratta di una carta nella quale verranno caricati mensilmente 40 euro alle persone più bisognose, esattamente 1 milione e 300 mila persone. 52000000 di euro in totale, se non sbaglio.

La nonna della mia ragazza ha una pensione super minima, probabilmente, le arriverà questa utilissima social card con dentro 40 euro, che, divisi per trenta giorni mensili, fa,  1 euro e 33 centesimi in più al giorno: potrà permettersi un caffè e un cornetto “gratis” al bar ogni giorno e mettersi la crisi alle spalle col sapor di cioccolato e caffè in bocca.

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Ormai sembra chiaro. In rifondazione comunista nessuna scissione. Per ora.

A quanto ho capito io, la strategia di Vendola è questa: la scissione è rinviata – comunque vada, meglio se va male per il suo progetto- al dopo  Europee 2009. Nei sondaggi (si, so come funzionano solitamente i sondaggi ) Rifondazione non sembra ancora essersi rialzata dalla batosta dei tempi della Sinistra Arcobaleno. Soprattutto se andasse male, Vendola, chiederebbe un congresso straordinario e farebbe una guerra a Ferrero per pendersi la leadership, per cambiare la linea del partito, per fare una federazione Prc, Sd e Verdi ed un’alleanza con il Pd.

Ora mi chiedo, in tutto questo, quando arriverà un SI sicuro, o un NO altrettanto  sull’accordo Rifondazione- Comunisti Italiani per le Europee 2009?

Diliberto ha chiesto nuovamente a Ferrero una risposta, ricordandogli che le europee sono vicine, che per trovare e cercare voti e per scrivere un programma ci vuole tempo e che un accordo dell’ultim’ora sarebbe distruttivo e ha – secondo me – pienamente ragione.

Una cosa è preoccupante Compagne e Compagni, se le europee vanno male, c’è il grosso rischio che Rifondazione e Comunisti Italiani si perdano nei meandri dei partitini comunisti o pseudo tali che valgono poco o niente.

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