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Archive for the ‘Dediche’ Category

No. Non sto parlando del Bidello dell’Isola dei famosi, quello, è già bello che dimenticato da tutti.

“Ei, hai presente Carlo dell’Isola dei Famosi?”

“Chi?”

“Ah, fa nulla, andiamo a berci una birra”

Sto parlando di un altro bidello, una che rimarrà nella storia. Un personaggio che rimarrà nella testa e nel cuore di tantissimi fan: Mario Magnotta. Non posso di certo pubblicare qua certi suoi video o certi suoi audio, cercateli su youtube.

Mario, ci ha lasciati a 66 anni tra il 4 e il 5 Gennaio.

Ovunque tu sia, divertiti, tra una lavatrice, uno scherzo telefonico, una bella banconota da 480.000 mila lire.

 

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Mannaggia….

I terroristi ti aspettano Mario 🙂

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Sperando in un 2009 migliore….

Giorgio Gaber, 25 Gennaio 1939 – 1° Gennaio 2003.

6 anni dopo, le tue parole, di tutte le tue canzoni , restano ancora valide, ma queste tre, che sono tra le ultime uscite, sembrano raccontare perfettamente l’Italia.

Mi manchi Signor G.

Auguri i Buon Anno Nuovo a tutti.

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18 gennaio del 1992: Eluana Englaro rimane vittima di un incidente stradale.

Ricoverata nell’ospedale di Lecco in stato vegetativo permanente, alimentata da un sondino nasogastrico, la ragazza sprofonda in uno stato di non-coscienza, a causa della corteccia cerebrale necrotizzata.  Cinuqe anni dopo, nel 1997, il padre Beppino ne diventa tutore e chiede di “staccare le macchine” che la tengono in “vita”. Nel 1999 arriva il primo no. Il secondo no arriva nel 2003, ne arriverà uno anche nel 2006.

Nel 2008 arriva un si. Ma c’è un ricorso.

Ricorso respinto dalla Corte d’appello civile di Milano pochisismo tempo fa.

Il padre: “Ora la libereremo”.

Inutile riportare qua le dichiarazioni dell’Udc, del Vaticano, di AN, e dell’associazione Scienza e Vita.

Questo post non vuole dare adito a polemiche, questo post, vuole solo ricordare brevemente una ragazza morta il 18 Gennaio 1992 e tenuta “in vita” in modo innaturale dalle macchine per 16 anni.

Questo post, vuole ribadire il pensiero del suo autore, ovvero che ognuno deve avere il diritto di scelta sulla propria vita, che questo diritto si muova verso “la fine della vita” o “verso il suo proseguimento” poco importa, il diritto deve esserci.

Deve esserci in quanto diritto fondamentale di ogni essere umano.

Riposa in pace, Eluana, ora, sei libera di volare.

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 “Chi combatte per la libertà non può essere chiamato terrorista “

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11NOVEMBRE 2004 – 11 NOVEMBRE 2008

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Potranno tagliare tutti i fiori, ma non fermeranno mai la primavera.

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“Marcos è gay a San Francisco, nero in Sudafrica, asiatico in Europa, chicano a San Isidro, anarchico in Spagna, palestinese in Israele, indigeno nelle strade di San Cristóbal, ragazzino di una gang a Neza, rocker a Cu, ebreo nella Germania nazista, ombudsman nella Sedena, femminista nei partiti politici, comunista nel dopo Guerra fredda, detenuto a Cintalapa, pacifista in Bosnia, mapuche nelle Ande, maestro nella Cnte, artista senza galleria o cartelle, casalinga un sabato sera in qualsiasi quartiere di qualsiasi città di qualsiasi Messico, guerrigliero nel Messico della fine del XX secolo, scioperante nella Ctm, reporter di note di riempimento nelle pagine interne, maschilista nel movimento femminista, donna sola nella metro alle 10 di sera, pensionato annoiato nello Zócalo, contadino senza terra, editore marginale, operaio disoccupato, medico senza impiego, studente anticonformista, dissidente nel neoliberismo, scrittore senza libri né lettori e, certamente, zapatista nel sud-est messicano. Marcos è tutte le minoranze rifiutate e oppresse, resistendo, esplodendo, dicendo “¡Ya basta!” – Ora Basta! Tutte le minoranze nel momento di parlare e maggioranze nel momento di tacere e sopportare. Tutti i rifiutati cercando una parola, la loro parola, ciò che restituisca la maggioranza agli eterni frammenti, noi. Tutto ciò che dà fastidio al potere e alle buone coscienze, questo è Marcos. E, per questo, tutti noi che lottiamo per un mondo diverso, per la libertà e l’emancipazione dell’umanità, tutti noi siamo Marcos.”

Solidarietà alla famiglia e agli amici di “Abba”, ragazzo nero di 19 anni ucciso a sprangate a Milano. Unica sua colpa? Essere di colore.

¡Ya Basta!

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11 Settembre 1973 – 11 Settembre 2008

“Viva il Cile! Viva il popolo! Viva i lavoratori! Queste sono le mie ultime parole e ho la certezza che il mio sacrificio non sarà vano. Ho la certezza che, per lo meno, ci sarà una lezione morale che castigherà la vigliaccheria, la codardia e il tradimento. »

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