“Non stiamo chiedendo la luna”
11, Novembre 2008 di baronebirra
”Chi combatte per la libertà non può essere chiamato terrorista ”
11NOVEMBRE 2004 – 11 NOVEMBRE 2008
Pubblicato in Dediche, Politica | Contrassegnato da tag anniversario, Arafat, data, intifada, Israele, libertà, Lotta, occupazione, Palestina, palestinesi, terra | 10 Commenti
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Un uomo che era stato considerato un terrorista, come Mandela d’altronde. Entrambi premi nobel per la pace. Dovremmo riflettere.
Me ne approfitto per ricordare Ocalan, che per colpa di D’Alema lo abbiamo fatto arrestare.
Nessuno dice che qualche tempo fa l’Unione Europea ha dichiarato che Ocalan è uno che l0otta per difender ei curdi dalle atrocità Turche…
@L’incarcerato
si conferma che “Chi combatte per la libertà non può essere chiamato terrorista ”
Ti aggiungo alla lista dei blog!
”Chi combatte per la libertà non può essere chiamato terrorista ”
Questa frase rispecchia perfettamente e decisamente quel che penso.. è ciò che vado ormai ripetendo da lungo tempo..
Non sono assolutamente per il terrorismo.. per me MAI deve essere toccata una vita.. neppure per un ideale.. ma ce un limite a tutto..
Ritengo come sostiene la stessa costituzione americana.. che riassumendo dice: quando il popolo arriva al limite, dopo aver sopportato soprusi di anni e decenni dallo Stato.. la ribellione è solo un atto dovuto per ristabilire l’equilibrio dall’oppressione, per riabilitare le persone e la loro dignità di cittadini e non di servi o agnelli sacrificali, usati per tappare i buchi, che peraltro è lo Stato stesso a creare con i loro ministranti..
In lotta per la libertà propria e dell’altro, ma non una libertà assoluta e senza regole.. e nemmeno una libertà ipocrita e di facciata come quella in cui viviamo ora, ma piuttosto una libertà che faccia rima con giustizia, giustizia che faccia rima con i fatti.. Fatti e non più tante di quelle parole per suggestionare la platea..
L’avversione è un sentimento sacrosanto ed intimo nei confronti di coloro che il vero terrore lo suscitano dietro al paravento di un loro ruolo istituzionale.. E come tale è pure sacrosanto manifestarlo, in tutti i modi possibili, possibilmente leciti..
Ma il problema di questo paese (e forse non solo di questo) è questo: come si può parlare di legalità in un paese dove invece esiste solo la certezza dell’impunità?
Come si può pretendere che il popolo o comunque parte di esso, speri di essere ascoltato entro un ambito di regole e di legalità stabilito dallo Stato? E spesso chi dissente e scende in piazza, manifestando pur non facendo nulla che vada oltre quelle regole, come mai viene assalito dalle forze di polizia dello Stato?
E’ evidente che lo Stato, cioè coloro che sono al potere eletti da noi che nutriamo aspettative (vane) su di loro, non ha intenzione di scendere a patti con chi detiene la sovranità di tale potere, ovvero il popolo..
E’ evidente che lo Stato non voglia sentirsi comandato, ma voglia comandare..
E’ evidente come lo Stato prenda la forma di un pastore che munge tutte le sue mucche o pecore.. ma appena queste prendono coscienza di essere manipolate e usate, è il pastore stesso che le estirperà, per mantenere il controllo su tutte le altre..
E’ evidente che in un ambito del genere il popolo non ha nessuna voce in capitolo, ma risponde solo ad un mero ruolo subalterno, non esiste già più una democrazia, per questo ha tutto il diritto ed il dovere (quello che vien sancito pure nella costituzione americana) di ribellarsi contro un sistema non certo democratico, se non nella sua facciata, quanto nei fatti, veramente dittatoriale..
Per questo è altrettanto evidente che la risposta del popolo o di chi in ogni caso subisce per lunghissimo tempo soprusi, non può essere quella di tendere un ramo d’ulivo, di manifestare legalmente, (entro le regole stabilite da uno Stato corrotto e dittatore, in questo contesto non esisterebbe neppure il concetto di legalità) ma piuttosto di estrarre la spada o imbracciare l’arma e combattere per creare un nuovo e giusto ordine..
In Italia ci vorrebbe una simile presa di coscienza..
Solo che al contrario dei movimenti passati.. non dovrebbe essere vittima il cittadino.. o l’estraneo coinvolto.. L’obbiettivo unico da proporsi dovrebbero essere lo Stato e i suoi rappresentanti.. ovvero i soli responsabili del tracollo di un grande paese.. mentre l’unica cosa che non tramonta mai sono i loro conti in banca..
Ebbene chi si oppone a questo che non ha nulla da invidiare ad un “regime”..
Verrebbe salutato da me e credo da tanti altri milioni di persone come un partigiano..
Un patriota che ama il suo paese e sopratutto desidera di avere ancora un futuro non solo per se, ma pure per gli altri, anche per chi non conosce, senza egoismi..
Colui che capisce questo, comprende pure che chi comanda non va assecondato per amor di pace, ma va fermato per evitare una guerra..
Mentre di contro.. ovviamente il sistema avanzerà le sue pedine.. forze dell’ordine ed esercito se necessario, e accuserà coloro che hanno la ragione dalla loro parte e manifestano la loro avversione in modi leciti o illeciti, di essere comunque eversori.. di attentare alla democrazia.. quando ormai dovrebbe esser chiaro che la democrazia, non è altro che un nome nel quale si rifugiano i padroni..
In realtà l’unico attentato sarebbe alle loro ricchezze, alla loro posizione acquisita, alla loro fama.. e chi è al potere si riempie la bocca di belle parole parlando di Stato, valori, democrazia, di costituzione..
Tutte spoglie adibite a maschera e a festa che dipingono una realtà da favola, quando invece per primi lo sanno bene, usano il popolo, e il proprio potere acquisito per nascondere quelli che sono i loro reali guadagni e interessi..
@Ryo
Cero che avevi una voglia di scrivere eh…
proviamo a rispondere!
Sinceramente non capisco il collegamento tra le vicende italiane o di altri paesi con la questione Palestinese, Ryo.
Quale sarebbe il filo? La mancanza di libertà?
Può essere, ma è un filo sottile. Palestina vive un’occupazione illegae e fascista da anni,e, come ha detto la Prof.ssa di Islàm, forse , un pò di comprensione per atti bruschi dei palestinesi ci vuole, forse. Anche se è evidente che la vera resistenza palestinese non è formata dai “kamikaze”
Ciao Barone!
Grazie per avercelo ricordato!
Bel blog, Bel nick (vado matto per la birra!)
cometa (che sta per Cometa Rossa)
Questa: http://www.youtube.com/watch?v=AdinKtm0Ark
@ Cometa Non periodica
Wow, un lettore – un pò assente ultimamente – si fa chiamare Cometa Periodica….
è doveroso ricordarlo, appeno ho un attimo guardo il video
ps: per un attimo ho creduto che quel cartello fosse nel tuo condominio ahahah
wow. hai cambiato design anche tu????
Si Maria, una ventata di novità, è il design più carino penso
Aò, certo che ttai giornalisti di ogni tipo eh, da quelli finti (chissà di chi parlo) a quelli VERI
Secondo me conosco ina marea di giornalisti, hai un sacco di agganci e non vuoi dircelo..comunistaccia!!
comunistaccia????? ma come ti permetti!!
senti. ma lo sai che appena parlerò di palestina ti frego questa foto, no?
sul post sopra non intervengo perchè vendola non fa più parte della mia cultura politica. punto. chiuso. e ci siamo capiti.

su eluana nemmeno. ma solo per pudore e rispetto.
ciao ‘mbiacone (vedi come i giornalisti non capiscono una mazza?. sanno tutto dell’americalatina – quello per cui vengono pagati , ovviamente- e poi cadono sui simpson)
un abbraccio
@Maria
Rispetto i motivi per i quali non intervieni, mi dispiace che tu non intervenga sul caso Eluana, il mio post voleva esser epiù che altro un monito al diritto di scelta e non uno sproloquio sul caso Englaro.
per il resto..cavallini è quello che è, in più,mi cade sui simposn…è sempre peggio ahahaha
ps: certo certo, prendi pure la foto comunistaccia